Mercoledì 29/02/2012

Stasera avevo proprio voglia di dedicare un po di tempo a me stesso. Desideravo stare solo con i miei pensieri, avvertire la presenza del mio corpo, della mia respirazione, e quasi come fosse stata una sfida personale ho ripreso il tappetino ed ho incominciato la mia respirazione. Ho lasciato che andasse come un cavallo a briglie sciolte. Spesso dovevo riportare l’attenzione sul conteggio dei respiri, la mente andava lontano ed il corpo reagiva a quella “coercizione” che volevo imporgli. Sbadigli si susseguivano a deglutizioni, ma alla fine mi sono sentito un “tutt’uno”. La mente era stata imprigionata dal respiro, si era calmata, pensava solo a contare i respiri.

Mi sentivo strano ed allo stesso tempo incominciavo ad avvistare la percezione della calma che invadeva tutto il mio essere.

Dopo anni di inattività il mio corpo quasi si rifiutava di eseguire quei movimenti che sembravano essere diventati estranei, o almeno io così pensavo. Invece, non con la scioltezza di un tempo, un tempo molto lontano, quando tutti i giorni dedicavo un po di tempo a me stesso, pian piano i movimenti fluivano tranquilli, sciolti, liberi e soprattutto cercavano, a volte con successo, di inseguire la precisione di un tempo.

Quasi con timore mi sono ritrovato di fronte alla mia posizione preferita, la posizione capovolta, quella che termina il mio personale momento. Pensavo di incontrare qualche difficoltà in più, visto il tempo trascorso, ma solo al secondo tentativo mi sono ritrovato perfettamente allineato a testa in giù.

Mi sentivo felice, bene, soddisfatto ed ancor di più adesso che sto rivivendo quei momenti nel descriverli.

La giornata è stata dedicata per la maggior parte del suo tempo agli altri, al lavoro, anche se sul lavoo sono riuscito a completare con soddisfazione una fase del progetto in corso, ma questo momento trascorso con me, per me, mi ha rigenerato. Mi sento proprio bene.

www.papygigi.it

Sabato 17/01/04

Sabato 17/01/04

Il pensiero stamattina ricorre ad un commento sul mio blog che richiama una poesia di Kipling: “SE”. L’ho riletta per intero due o tre volte e mi ha lasciato un senso di calma e di tranquillità.<BR>&nbsp;E’ vero tutto quello che c’è scritto. Si può dire che rappresenti una filosofia di vita che dovrebbe essere tenuta sempre in mente. Dovrebbe, anzi, essere appesa dietro la porta d’ingresso in modo da poterla leggere per intero tutte le volte che si esce e se si riuscisse a mettere in pratica almeno uno dei profondi pensieri, si potrebbe dire di aver raggiunto già un grande risultato.<BR>&nbsp;Pensare che a volte basta “un niente”, “una piccolezza”, per poter sentirsi “su”, senza cercare “la luna nel pozzo”. A volte perdiamo di vista quello che siamo e cerchiamo chi sa che cosa, ma basta poco per risollevarsi, il problema è saper cercare nel proprio intimo le cose semplici.<BR>&nbsp;Ecco l’importanza di un colloquio, l’importanza di riuscire ad esternare quello che si prova.